Ci sono episodi professionali che, nel momento in cui li viviamo, sembrano un fallimento. Poi passa il tempo e ci accorgiamo che sono stati i nostri migliori insegnanti. Per me è successo alcuni anni fa.

Quando le competenze non bastano: l’episodio che mi ha cambiata

Stavo incontrando un imprenditore per proporgli di affiancarlo nel suo percorso di sviluppo e internazionalizzazione. Facevo ciò che avevo sempre fatto: analizzavo il mercato, individuavo opportunità, delineavo possibili strategie, mettevo a disposizione oltre trent’anni di esperienza maturata nello sviluppo del business internazionale.

Eppure qualcosa non funzionava: quello che io vivevo come un contributo veniva percepito come un giudizio. Le mie osservazioni, nate con l’intenzione di creare nuove opportunità, sembravano mettere in discussione il suo modo di guidare l’azienda. Ricordo perfettamente la sensazione. Mi domandavo: «Com’è possibile? Sto cercando di aiutare.»

Quell’incarico non arrivò: persi l’opportunità non per mancanza di competenze, ma perché non ero riuscita a farmi comprendere.

La mia prima risposta fu semplice: devo imparare a comunicare meglio, per non perdere le opportunità. Fu quella convinzione a portarmi a iscrivermi a un percorso di formazione. Diciotto mesi dopo mi sono certificata Business Coach. Ma il motivo non era quello che immaginavo all’inizio.

Comunichiamo con i significati, non solo con le parole

Durante quel percorso ho scoperto un concetto che ha cambiato profondamente il mio modo di lavorare: non comunichiamo soltanto attraverso le parole, ma attraverso il significato che attribuiamo alla realtà.

Ognuno di noi interpreta ciò che vede, ascolta e vive attraverso la propria storia, le proprie convinzioni, le esperienze accumulate nel tempo. Nella Programmazione Neuro-Linguistica si parla di mappe mentali. Ed è proprio lì che spesso nascono le incomprensioni: non perché qualcuno comunichi male o ascolti male, ma perché due persone possono attribuire significati completamente diversi allo stesso comportamento, alla stessa frase, alla stessa intenzione.

Quell’imprenditore, senza saperlo, mi ha fatto comprendere che le competenze, da sole, non bastano:

  • prima di proporre una strategia, bisogna costruire una relazione;
  • prima di offrire una soluzione, bisogna comprendere il punto di vista dell’altro;
  • prima di accompagnare un cambiamento, bisogna creare fiducia.

Perché una strategia brillante a volte non produce risultati?

Perché una strategia vive delle persone che devono realizzarla. Da oltre trent’anni accompagno le PMI nei loro percorsi di sviluppo, crescita e internazionalizzazione, e le competenze strategiche non sono quasi mai il problema.

La vera sfida è un’altra: una strategia, anche la più brillante, non produce risultati se chi deve realizzarla non la comprende, non la condivide e, soprattutto, non la sente propria.

Ho capito che il mio compito non è soltanto individuare nuove opportunità di business, ma accompagnare imprenditori e manager a vedere possibilità che, fino a quel momento, non riuscivano a vedere.

Dove si incontrano consulenza strategica e business coaching

È qui che consulenza strategica e Business Coaching si incontrano. La consulenza porta esperienza, metodo e visione. Il coaching crea le condizioni perché quella visione possa essere accolta, condivisa e trasformata in azione.

Non ho scelto di diventare Business Coach per cambiare professione, ma perché desideravo diventare una consulente migliore.

Non dire alle persone cosa fare: aiutale a guardare da un’altra prospettiva

Qualche giorno fa, durante un volo dalla Sicilia a Bergamo, ho conosciuto un ragazzo prossimo alla laurea in Marketing. Abbiamo parlato di futuro, di lavoro, di aspettative e di paure. Prima di salutarci mi ha presentato la sua ragazza, ha voluto conoscere i miei genitori e ci siamo promessi di rimanere in contatto.

Ripensando a quella conversazione, mi sono resa conto che quel giovane non cercava qualcuno che gli dicesse quale strada scegliere. Cercava qualcuno che lo aiutasse a guardare quella strada da una prospettiva diversa. Ed è esattamente ciò che, negli anni, ho imparato a fare anche con gli imprenditori.

Dallo sviluppo all’evoluzione

Oggi preferisco parlare di evoluzione, più che di sviluppo. Perché evolvere significa cambiare il modo in cui osserviamo le persone, le relazioni e le opportunità. Significa trasformare ogni esperienza in una nuova consapevolezza — anche quelle che, sul momento, sembrano un insuccesso.

Quell’imprenditore, con il suo «no», mi ha insegnato che le persone non hanno bisogno di qualcuno che dica loro cosa fare: hanno bisogno di qualcuno che sappia entrare nel loro punto di vista, costruire fiducia e accompagnarle a dare il meglio di sé.

È questo il Business Coaching che porto nelle imprese. Non in alternativa alla consulenza strategica, ma insieme ad essa.

Guardando indietro, credo che quello non sia stato il giorno in cui ho perso un’opportunità. È stato il giorno in cui ho trovato un modo migliore per accompagnare le imprese nel loro percorso di crescita.

Lavoriamo insieme

Se stai guidando la tua impresa in un percorso di crescita o di internazionalizzazione e senti che la strategia, da sola, non basta a mettere in movimento le persone, parliamone. Puoi scrivermi o trovarmi su LinkedIn: partiamo dal tuo punto di vista, non da una soluzione preconfezionata.

Domande frequenti

Che cos’è il business coaching per imprenditori?

È un percorso che affianca l’imprenditore o il manager nel trasformare visione e strategia in azione concreta. Non fornisce risposte preconfezionate: crea le condizioni — relazione, fiducia, consapevolezza — perché la persona veda nuove possibilità e prenda decisioni che sente proprie.

Qual è la differenza tra consulenza strategica e business coaching?

La consulenza strategica porta esperienza, metodo e visione: analizza il mercato, individua opportunità, definisce strategie di sviluppo e internazionalizzazione. Il business coaching lavora sulle condizioni umane e relazionali che permettono a quella strategia di essere compresa, condivisa e realizzata. Sono complementari, non alternativi.

Perché una strategia aziendale, anche valida, a volte non funziona?

Perché una strategia produce risultati solo se le persone che devono realizzarla la comprendono, la condividono e la sentono propria. Quando manca la relazione o la fiducia, anche il piano migliore resta sulla carta.

Il business coaching sostituisce la consulenza strategica?

No. In questo approccio il coaching non sostituisce la consulenza: la completa, aumentando le probabilità che la strategia venga davvero messa in pratica.

A chi si rivolge questo approccio?

A imprenditori e PMI impegnati in percorsi di sviluppo, crescita e internazionalizzazione, che vogliono unire una visione strategica solida alla capacità di coinvolgere e far evolvere le persone.